21 febbraio 2019

EVOLUTI PER CORRERE

 a cura di Andrea Brunelli,

Dottore di Ricerca in Scienze Motorie per la Salute.

 L’uomo e la donna sono nati per correre!!! Sembrerebbe uno   slogan di una pubblicità di un nuovo modello di scarpa da running e invece sono le conclusioni di alcune recenti teorie che ancora una volta confermano, o meglio aiutano a dare una spiegazione di tipo evoluto, del perché  fare attività motoria sia di beneficio per la nostra salute, mentre un stile di vita sedentario sia oltremodo dannoso.

Quello che è risaputo infatti è che il nostro codice genetico, ovvero il programma biologico che determina le caratteristiche anatomiche e fisiologiche di noi esseri umani, si è selezionato circa 40.000 anni fa, ai tempi in cui le condizioni di vita degli ominidi raccoglitori-cacciatori erano caratterizzate da un’elevata quantità di attività motoria per far fronte alle necessità di sopravvivenza di tutti i giorni, quali il procacciamento di cibo e la difesa.

 Un recente studio di Bramben e Lieberman (2004) pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature” propone ad esempio che alcune caratteristiche fisiche che erano di beneficio alla corsa di lunga distanza, quali l’arco plantare e il tendine d’Achille particolarmente sviluppati e una grande superficie corporea con numerose ghiandole sudoripare per una migliore termo-regolazione, permettevano un vantaggio evolutivo (ovvero una maggiore sopravvivenza) rispetto a coloro che invece non avevano queste caratteristiche. La cosiddetta teoria della “Caccia di Persistenza”, suggerirebbe infatti che gli uomini-cacciatori con le tali caratteristiche fisiche erano in grado di rincorrere le loro prede nella savana fino allo svenimento e facile cattura delle stesse, permettendo abbondanza di cibo altamente proteico per loro stessi e le loro famiglie.

In parole più semplici, e riviste nell’ottica della famosa teoria della “Selezione Naturale” di Darwin, coloro che avevano delle particolari caratteristiche genetiche (e quindi fisiche) che li rendevano più performanti atleticamente, erano gli stessi che riuscivano a procacciarsi più cibo, difendersi meglio e riprodursi maggiormente, tramandando poi di generazione in generazione, fino ai giorni nostri, quelle caratteristiche biologiche che avevano garantito il loro stesso adattamento e quindi sopravvivenza.

Il problema che riscontriamo oggi, nell’epoca delle comodità tecnologica, è che nel giro di una generazione ci siamo trasformati da persone regolarmente attive (pensiamo ai nonni nelle campagna) a sedentari cronici.

Persone che non si muovono abbastanza racchiuse in un corpo biologicamente programmato per essere invece regolarmente usato e in movimento. Quasi potremmo sbilanciarci nel dire, che lo stile di vita attivo dei nostri nonni era probabilmente più simile a quello dell’ominide di 40.000 anni fa che a quello del nipote impiegato del giorno d’oggi.

Ed ecco quindi che questo crea uno squilibrio, o in termini più specifici un mal-adattamento, perché quelle caratteristiche genetiche che sarebbero di beneficio in un corpo attivo diventano invece dannose in un individuo che non si muove e continua a nutrirsi senza un reale bisogno energetico. L’insorgenza delle disfunzioni metaboliche quali sovrappeso, colesterolo e pressione arteriosa elevati che portano a temute patologie quali il diabete o malattie cardio-vascolari, spesso non è altro che una manifestazione clinica di questo mal-adattamento evolutivo dovuto all’improvvisa assenza di movimento e sovra-abbondanza di cibo nelle nostre vite (cit. Booth, 2002)

La conclusione e la riflessione che viene posta è pertanto la seguente: è vero che l’attività motoria è salutare tuttavia è la sedentarietà ad essere davvero dannosa! La prossima volta che vorrete convincere i vostri amici a mettere la sveglia di domenica mattina per venire a marciare con voi provate a spiegargli non solo che camminare gli fa bene, ma che la loro pigrizia è assai rischiosa!!!

L’autore di questo articolo offre consulenze, consigli e invio, di articoli scientifici in forma gratuita via e-mail a tutti gli amici dell’UMV.

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