G.P. Alfa Dolcè
Sede: Via Nicolò Campostrino 207 – 37020 Dolcè (VR)
e-mail: tomas.dallora@tiscali.it
Presidente: Loro Luigino Tel. 0457290291
Responsabile rapporti con UMV: Tomas Dall’Ora
DOLCE’
Il comune di Dolcè si estende lungo la sponda sinistra del fiume Adige, a partire dal confine un tempo statale (Italia – Impero Austriaco), attualmente regionale, tra Ossenigo e Borghetto e, attraversando la Chiusa, termina a sud dell’abitato di Volarne lungo la strada statale dell’Abetone (SS. 12) che da Verona conduce a Trento.
Questo nucleo abitativo, già noto nel Medioevo col nome di Dolcetum, vanta nel proprio circondario alcuni interessanti siti archeologici. Fra essi, vale la pena di segnalare il riparo Soman risalente al Paleolitico superiore e alcune interessanti testimonianze dell’età romana e dell’epoca medioevale, come il Casteleto.
Il centro storico di Dolcè sorge attorno a tre stupendi palazzi signorili; quello Ruzzenenti-Fasanotto, quello Guerrieri-Rizzardi e quello Salgari, attualmente sede del Municipio.
La campagna nelle vicinanze del paese, ora adattata a coltura intensiva della vite, fu bonificata dalle pietraie di origine fluviale in un’opera costante e continua nel tempo che ebbe il suo massimo impegno nei primi decenni del secolo scorso.
Fu comunque l’utilizzo del suolo agrario a determinare l’andamento abitativo del territorio comunale in relazione alla anse che il fiume compie alternando le volute disegnate dalla corrente tra le pendici dei Monti Lessini ad est e le propaggini del Monte Baldo ad ovest. Gli altri borghi si collocano geograficamente rispetto al capoluogo comunale a sud ed a nord.
Procedendo da Dolcè verso sud si incontra Ceraino, proprio alle porte del canyon naturale della Chiusa Veneta. Caratteristiche del paese sono il forte austriaco che lo sovrasta e che dal borgo prende il nome, e l’antica birreria “alla Grotta”, famosa da oltre due secoli per un magnifico soffio d’aria proveniente dalle viscere della montagna che rinfresca la cantina dove si trova la bevanda.
RIPARO SOMAN
Si tratta di un riparo sottoroccia che si trova ai piedi del versante sulla sinistra orografica del Fiume Adige, tra l’abitato di Dolcè e di Ceraino.
L’attenzione verso questo sito preistorico risale al 1983, ed è dovuta al ritrovamento casuale di una sepoltura dell’età del bronzo, recuperata prima dell’avvio delle ricerche sistematiche condotte dall’Università di Ferrara in collaborazione con la Soprintendenza di Verona.
L’inumato, di probabile sesso femminile, si è rilevato poi stratigraficamente intrusivo e privo di contesto insediativo. Lo studio dei diversi livelli archeologici e delle industrie litiche messe in luce, ha potuto far risalire la presenza dell’uomo tra la fine del Paleolitico Superiore e il Neolitico Antico, ossia tra un periodo compreso tra gli 11000 e i 5000 anni a.C.. L’analisi dei pollini e dei numerosi resti di fauna hanno permesso di ipotizzare un ambiente climatico che nel tempo dovette evolvere da un iniziale clima fresco-umido ad uno più temperato nella fase dell’occupazione.
Cambiando direzione, partendo cioè da Dolcè per procedere verso nord, si giunge alla rigogliosa campagna di Ceradello, un tempo sorvegliata dall’Opera Napoleonica. Un bastione in terrapieno costruito, come dice il nome, dalle armate di Napoleone Bonaparte per controllare la viabilità della valle per terra e per acqua.
IL BOSCO DEI POETI
Un kilometro più a nord (al Km 318 della Statale del Brennero) si trova il bosco dei Poeti: 130 ettari di bosco,12 chilometri di comodi sentieri.
E’ un luogo per la mente, dove anche il corpo sta bene, e i pensieri sgorgano, e la pelle respira. Si percorre a piedi, è un percorso nel verde della val d’Adige con poesie e disegni di artisti italiani e internazionali, fra i quali Alda Merini, Andrea Zanzotto, Patrizia Cavalli, Nanni Balestrini, Maurizio Cattelan, Arturo Schwarz, Nicola De Maria, Luigi Ontani e molti altri.
Ad oggi ci sono più di 700 opere di 260 artisti e poeti, per rendere questo luogo un posto unico al mondo. Molte delle opere sono originali inediti, realizzati appositamente per il Bosco. Sono comunque inediti donati dagli artisti o autografi dai poeti. Ad aprire il percorso, una poesia donata da Papa Giovanni Paolo II Karol Wojtyla, incisa su pietra. Accanto, un pensiero donato da Sua Serenità Altissima il Dalai Lama, poi due grandi pietre realizzate dall’artista francese Ben Vautier.
Nel Bosco ci sono anche tre aule per la didattica ed una grande tettoia dove vengono organizzate letture, mostre, concerti.
Dall’archivio fotografico 1987-1991 :











Ultimi commenti