17 settembre 2019

I Ciarlatani

Nell’opera da tre soldi, B. Brech scriveva: “Corri dietro alla fortuna, però non correte tropppo! Tutti cercarono la fortuna che è alle spalle di chi corre”. Mi è tornata alla mente questa citazione ripensando al caso Vanna Marchi e delle moltissime persone che, si dice, abbia ingannato con promesse di vincere, più o meno sicure al lotto. Questa signora, che da molti anni vendeva in televisione di tutto, aveva iniziato ultimamente a vendere anche la fortuna. Ma la fortuna è cieca, come si dice, e spesso anche dispettosa. Di sicuro poco propensa ad obbedire a Vanna Marchi o a dei comuni mortali. Ora, a quanto sembra, la Finanza ha voluto approfondire le sue attività e messo sotto sequestro i suoi beni. Qui non è il caso di parlare della persona e delle sue scelte commerciali, saranno il fisco o i tribunali a giudicare. Tuttavia ritengo sia opportuno fare una serie di riflessioni su coloro che credono a maghi e a venditori di prodotti miracolosi:  “Contro la stupidità, gli stessi dei lottano invano”, scriveva il drammaturgo Schiller. Anche se è vero che il ventre di un poveraccio ha più bisogno d’illusioni che di pane, togliere le illusioni di cui vive la maggior parte della gente è come strappar loro d’un sol colpo la felicità, come leggiamo nel Diario di un curato di campagna di G. Bernanos. Non si è mai sentito che si possa comprare la fortuna e la ricchezza non di meno in Italia sono tanti coloro che si affidano a indovini, a maghi e a fattucchiere. Troppi a leggere le statistiche sembra siano 30 milioni. E’ anche opportuno non confondere questi individui con illusionisti e prestigiatori che esercitano un’arte dignitosa priva dell’antico alone di miracolismo e immune da ogni collisione con la religione e la scienza. Il mago illusionista non fa che una esibizione di abilità e prontezza di riflessi per stupire gli spettatori. Tutto il contrario dell’altra categoria di maghi che illudono, invece, solo la povera gente che crede a loro. Per restare al caso Vanna Marchi, è, mai possibile esista chi possa credere che se la signora Marchi avesse davvero i numeri vincenti per il lotto, non li giocherebbe lei stessa divenendo ricca in breve tempo, invece di venderli alla grande schiera di creduloni? Se davvero fossero vincenti , non avrebbero prezzo  e lei sarebbe la persona più generosa e altruista e il lotto dovrebbe chiudere in breve tempo. La nostra società, che si vanta di essere tecnologicamente avanzata, che sfida le profondità del microcosmo, poco o nulla credente in Dio, finisce per credere ai venditori di fumo. In Italia si cono ben 150.000 operatori dell’occulto che vivono sulle nostre paura, sulle nostre credulità, sulle nostre aspettative, sui nostri bisogni, soddisfacendo prima di tutto e soprattutto i propri, considerando che il giro di affari si aggira sui 2,5 miliardi di euro o, se volete, 5000 miliardi di vecchie lire. Perché l’uomo, che non sa da dove proviene e non sa dove andrà a finire, nella sua breve esistenza terrena, ha un bisogno assoluto di credere in qualcosa o in qualcuno. L’importante è non credere ai ciarlatani. “La magia è sempre stata di moda, ” scrive Roberto Gervaso, “perché promette l’impossibile. E non l’impossibile nell’aldilà, ma nell’aldiqua. A differenza della fede, chge scruta i grandi misteri e della scienza, fondata sulla ragione, allergica a tutto ciò che la trascende, la magia dissipa a parola, ogni mistero e si arroga in modo fraudolento il ppotere di svelare ogni segreto”.

Tranne che la vita non è  mai facile per nessuno e la serenità, la felicità e la ricchezza vera, se mai riusciremo ad averla, è quella che abbiamo dentro di noi e non quella che ci promettono altri, a pagamento. Le fortune si costruiscono con il sacrificio e con il lavoro e la fortuna non solo è cieca, ma per lo più rende ciechi quelli che essa abbraccia.

Lino Venturini

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